Fudemame in Tokyo

Pensieri, riflessioni, considerazioni sparse di un'italiana in Giappone.

Vivere Tokyo: "Ricordati di essere forte"

La vigilia delle partenze è sempre duplice. Da un lato c'è la gioia degli affetti che si ritrovano e dall'altro lo strazio degli addii (che si fanno sempre più dolorosi).

Ad ogni partenza ritrovo qualcosa, ma perdo qualcos'altro. È così tutte le volte. Eppure, forse mai come quest'anno, ho preso coscienza di tutto l'amore che mi circonda, non solo da parte degli affetti di sempre, ma anche da parte di semplici conoscenti. Sono profondamente grata a tutti quelli che hanno avuto parole dolci di incoraggiamento e buon augurio per una vita che si sta sempre più espandendo e consolidando lontano dall'Italia. Ho incrociato sguardi sinceri e mi ci sono persa dentro. Nel tacere reciproco, c'era tutto quello che avrei voluto dire e sentirmi dire. 

Ho pianto tanto in questi giorni, più o meno sommessamente, perché nel distacco sento sempre la terra tremarmi sotto i piedi e la fermezza, che a fatica ho piantato, vacillare un po'. Ma è la prassi del momento che se ne va, di quella che ormai è la vita che ho scelto per me e che, in fondo, amo.
Non ho sprecato un solo secondo dei giorni trascorsi in Italia, perché il tempo non è da dar per scontato. Rifuggo e combatto il rimpianto come un male impronunciabile. Forse non sempre ci riesco, ma mio malgrado sento di aver fatto tutto quello che avrei voluto e, sicuramente, tutto quello che ho potuto. Quanti affetti ritrovati, quanti rinnovati ... Non c'è dubbio: sono fortunata! Ed è con questa consapevolezza che sono tornata in Giappone, nonostante il distacco continui a pesarmi come un macigno.     

 

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Scende una lacrima, poi la seconda …

È un pianto che non si arresta quello del cuore. Vi si posa leggero un velo di solitudine che Tokyo pare assecondare, intessendolo di sconforto e inquietudine.

All’arrivo a Kichijōji, il primo gennaio, mi si presenta uno scenario rarissimo: ovunque è la desolazione. Vagoni dei treni vuoti, strade semi deserte, negozi chiusi ... Una Tokyo diversa, insolita, che non ho mai visto e che stento a riconoscere. 

Tokyo mi appare gelida a contornare il caldo ricordo del breve soggiorno in Italia, trascorso insieme agli affetti che sempre ci sono stati e sempre ci saranno. Eppure, sento che potrei perdonarla ancora. Potrei perdonarle tutto, in fondo.

Ci sono volte in cui Tokyo mi dà del filo da torcere, mi rimprovera e mi lascia frignare senza nemmeno preoccuparsi di chiedermi il perché, senza venirmi dietro a farmi le moinePoi, di colpo, gira i tacchi e viene a sorridermi, mi asciuga le ferite aperte, mi guarda dritto negli occhi e mi dice: "Cosa piangi? Rialzati e riprovaci, non hai che da essere forte!".

L'esistenza è un continuo divenire, uno scenario in costante cambiamento, una sfida che non possiamo evitare. Un cammino con salite e discese. È esigente, incerta, a volte capricciosa, e ci farà sperimentare bellezza e dolore, successo e frustrazione, amore e disinganno. Bella e difficile insieme, ci ricompernserà e ci metterà alla prova. (Tomás Navarro, "Kintsukuroi - L'arte giapponese di curare le ferite dell'anima")

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Ecco, Tokyo è un po' come l'essenza dell'esistenza descritta da Navarro in un libro che sto leggendo di recente.

Tokyo mi insegna ogni giorno che incontrare un ostacolo è fondamentale e, come il dolore, ha una funzione adattativa e formativa. Inutile, quindi, affannarsi a evitare l'errore, programmando la vita al dettaglio e cercando di anticipare le brutte sorprese. 

La felicità non è che un intervallo brevissimo, una porzione di tempo fugace che non conosce seguito, per cui, anziché dimenarsi e pestare i piedi per raggiungerla, dovremmo imparare prima ad essere forti abbastanza da sperare di poterla raggiungere.

Allora, ecco che ancora una volta le parole di Navarro chiudono il cerchio, dando un senso a questi giorni densi di emozioni e sentimenti contrastanti, in bilico tra l'essere forte e il voler essere felice a tutti i costi.

(...) come si suol dire, la felicità sta nel viaggio, non nella meta. Ogni montagna che scaliamo, ogni fiume che guadiamo, ogni deserto che affrontiamo ci rende più forti, e sapendoci più forti diventiamo anche più sicuri di noi stessi, più preparati e, col tempo, più felici.

Lady Gaga - Always Remember Us This Way (From A Star Is Born Soundtrack) - YouTube

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