©Eleonora Blundo

Fudemame in Tokyo

Pensieri, riflessioni, considerazioni sparse di un'italiana in Giappone.

Vivere Tokyo: Del destino e dell'impegno

Nel mio piccolo appartamento a Tokyo ho tante mensole e pochi libri. Accadeva lo stesso quando studiavo fuori sede. Ad ogni viaggio di ritorno a casa (Natale, Pasqua e vacanze estive), mi portavo dietro tutti i libri e i quaderni degli esami sostenuti. Era la mania di non accumulare, di non lasciare troppo di me in un posto.

L'altro giorno, mentre spolveravo, ho ritrovato un libro che avevo dimenticato di avere e con esso un segnalibro speciale. Era lì, tra Terzani e un taccuino nuovo dalla Tailandia. 

Il segnalibro, dicevo, me lo aveva dipinto in bella calligrafia una collega, quella che da subito, senza malizia, mi ha accolto con un sorriso sincero. Era il suo modo per darmi il benvenuto, in città e in azienda, e per augurarmi il meglio per il cammino che avevo appena intrapreso.

H. è una donna che non le manda a dire. Forte, sicura, diretta, decisa. Mai brusca, mai esagerata, mai fuori luogo. Una donna ferma nelle sue decisioni e certa dei suoi valori. Una che il rispetto lo ottiene senza domandarlo, perché la sicurezza, che sia vera o simulata, la ripaga sempre.
H. non parla l'italiano. Lo studia da qualche mese, perché il nostro incontro (come sempre dice a chi glielo chiede) ha suscitato in lei un vivo interesse per l'Italia. Eppure, due anni fa, lei che dell'italiano non sapeva ancora nulla, ha pensato di darmi il suo personale incoraggiamento, cercando qualcosa, come una frase, che potesse arrivare dritta al cuore e soddisfare l'intento. 

"Andrà tutto bene!", ha scritto su quel segnalibro e io c'ho visto un segno, di quelli che a volte cogli e il più delle volte perdi. 

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「きっと、全部うまくいくよ!」/Kitto, zembu umaku iku yo!/ (Senz'altro, andrà tutto bene!)
Me lo ripete ancora oggi come un mantra, perché le preoccupazioni fanno parte di me come un'abitudine. E lei mi insegna che col tempo imparerò a lasciar correre tutto, anche quelle cose che adesso mi sembrano fondamentali. Perché - mi spiega - ogni età ha i suoi scogli.

Kitto, zembu umaku iku yo!

E sorride.

Un incoraggiamento che vede l'impegno anche nei momenti di apparente disfatta. Un impegno che c'è, anche quando non si percepisce, perché nelle difficoltà non si è più consapevoli di niente e ogni buon augurio rimbomba sordo nell'etere. Compreso quel "andrà tutto bene".

"La vita è più dura e più facile di quanto pensiamo. Se ci impegniamo andrà certamente bene".

「人生は思ってるよりも大変で、思っているよりも簡単。頑張ってれば必ずうまくいく」/jinsei wa omotteru yori mo taihen de, omotteiru yori mo kantan. Gambattereba kanarazu umaku iku/

Me lo ritrovo scritto in un messaggio questa mattina e mi ci viene tanto da sorridere. Eccolo il segno, ancora una volta puntuale. E la chiave di tutto è lì, in quel "se ti impegni andrà bene sicuramente". Se ti impegni. Perché bisognerebbe sempre diffidare dal tutto subito, dal tutto facile. Un regalo immeritato non potrà mai sostituirsi alla soddisfazione di un impegno portato a termine con forza di volontà e tenacia.

Allora, sì che andrà tutto bene. Andrà tutto bene perché io so quanta fatica ho fatto per arrivare qui. E sì...  Deve andare bene per forza.

ヱヴァンゲリヲン新劇場版:Q MAD【ハイパーベンチレイション】 - YouTube

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